LA RIAPERTURA DEI CENTRI DIURNI: verso una nuova normalità

Siamo aperti! Non ancora al 100%, ma quello del 22 luglio è stato un passo importante verso la nuova normalità da vivere nei prossimi mesi. Il Comune di Torino ha approvato il piano a cui abbiamo lavorato con attenzione nelle settimane passate su indicazioni regionali. Il desiderio era riprendere al più presto il nostro quotidiano di cura nei Centri diurni “Cure” e “Raccordi Familiari” garantendo la massima sicurezza alle persone disabili che frequentano i nostri centri, alle loro famiglie e naturalmente ai nostri operatori. Finalmente vicini, riprendiamo a fare quel che ci riesce meglio… produrre benessere, arte, bellezza e legami!


Una nuova normalità

Di come abbiamo vissuto il lockdown abbiamo già parlato. Lontani ma vicini, la grande rete dei servizi per la disabilità della nostra Cooperativa Paradigma ha tentato di stringersi nella lontananza, alimentando relazioni educative e familiari con gli strumenti del digitale. È iniziata poi la lunga fase degli interventi individualizzati: se i Centri erano ancora chiusi nella loro operatività, tra maggio e luglio le porte si erano già dischiuse per ospitare singoli ragazzi ed educatori, per qualche ora al giorno. Un primo sollievo, una boccata d’ossigeno e normalità.

Dal 22 luglio però è iniziata un’altra storia! Prima della riapertura ufficiale, operatori e ragazzi tutti si sono sottosposti a tampone e test sierologico. Nulla da segnalare, riapriamo quelle porte!

Ma partiamo proprio dalle misure di sicurezza: alla sanificazione totale degli spazi è seguita la predisposizione dell’adeguata segnaletica interna dei due centri diurni. Le famiglie sono state dotate di tutti gli strumenti informativi e comportamentali necessari e si è lavorato cercando di aiutare i loro ragazzi a formarsi sul Covid-19 (vedi: uso mascherine, sanificazione della mani, mantenimento delle distanze). Ci sono poi i locali, fortunamente già ampi in entrambi i Centri diurni, specie a “Raccordi Familiari”, quello all’interno della Fabbrica del Chinino. Ogni spazio, ben areato e dotato di bagno indipendente, è stato assegnato a un diverso microgruppo: massimo 5 persone compresi gli educatori vi svolgono le attività quotidiane in una diversa area del proprio Centro. Dividendosi in gruppetti e per l’ovvia necessità di turnazione, rispetto alla quotidianità pre Covid si è aggiunto il giorno del sabato, così da garantire a tutti l’opportunità di frequentare il centro almeno 4 volte a settimana.

Le attività

Oltre alla divisione in turni e microgruppi, qualcos’altro è cambiato rispetto a febbraio e a quel che poteva essere la stagione estiva. Le giornate nei Centri sono inevitabilmente più brevi e prive delle uscite esterne che scandivano il programma estivo di entrambi i centri. Niente bowling o cinema, ma sono comunque tante le attività interne previste, molte delle quali sospese durante il lockdown.

Sono ripartite le sessioni di Yoga della Risata: il dehor di Via Montevideo e la terrazza del Centro diurno di Via Paoli sono spazi più che adatti ad ospitarle. Sono riprese in entambi i Centri le Attività di rilassamento curate dall’amico Nico Alampi e quelle musicali pensate da Dj Karim. A “Cure Familiari” sono riprese le Attività di fisioterapia e a “Raccordi” il Laboratorio di panificazione. Come non citare il Laboratorio di cucina di Via Taggia: i ragazzi vi si impegnano 3 volte a settimana per supportare CHININO FOOD nella produzione degli gnocchi e delle tagliatelle che trovate ogni giorno nel menù del nostro progetto di ristorazione sociale (a proposito: siamo aperti fino al 14 agosto! Poi Chef Luca e il suo staff vanno in vacanza fino al 2 settembre).

La Fabbrica è tornata a produrre

Due pensieri finali: il primo è per le famiglie delle persone di cui ci prendiamo cura, che in questi lunghi mesi di chiusura dei Centri si sono così tanto spese in prima persona nel quotidiano dei loro figli. Ci rendiamo conto che quello attuale è solo l’inizio del ripristino della normalità nelle loro giornate, ma oggi come ieri sanno di non essere soli. Il secondo è per i nostri colleghi educatori, alle prese con un nuovo percorso davanti a loro, con nuove prassi e responsabilità tutte da sperimentare. Per tutti è un primo passo: speriamo che il domani ci regali buone notizie, che questa nuova normalità intermedia duri il meno possibile e che la Fabbrica tutta torni presto ad aprirsi completamente come da sua natura. Ma nel frattempo, prendiamo quanto di buono offre il presente: siamo tornati insieme. Siamo di nuovo famiglia.

La Fabbrica cresce con te! Aiutaci a far diventare la Fabbrica Maison e Dehor, casa e giardino. Basta poco: un abbraccio. #incrociAMOleabilità

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