Noi genitori: “come il virus ci ha cambiato la vita”

Tre testimonianze. Tre genitori. Tre famiglie che in modo diverso vivono la Fabbrica del Chinino e che a causa dell’emergenza Coronavirus hanno affrontato un cambiamento radicale della propria quotidianità. I Centri diurni per persone disabili “Cure” e “Raccordi Familiari” sono chiusi, e l’intervento educativo dei loro operatori, così come quelli dei colleghi del Servizio di Educativa Territoriale Minori di Cooperativa Paradigma, ha dovuto reinventarsi.

Eccovi allora i pensieri di Mina, Erika e Francesco…

“Il virus ci ha stravolto la quotidianità”

La parola a Mina, la mamma di Attilio, il “musicista” del Centro diurno Cure Familiari!

Tutti i giorni, appena sveglio, Attilio si chiede se il suo centro è aperto: alla risposta negativa, dobbiamo programmare una nuova giornata. Grazie alla sua fantasia inventa sempre qualcosa di nuovo da fare, ma in linea di massima il copione si struttura simile. Sveglia alle 8 e colazione, poi di corsa in bagno a lavare le sue macchinine e moto. Verso le 12 accendiamo il PC per cercare un po’ di musica, la sua grande passione! Alle 13 arriva il pranzo, cui segue la passeggiata sul terrazzo con il deambulatore. Verso le 15.30 appuntamento con la tv: una nuova puntata del Commissario Rex da guardare insieme. Si torna poi in terrazzo, questa volta con pennarelli e fogli… e prima di cena rimane giusto il tempo di ascoltare ancora un po’ di musica. Alle 21 Attilio è già nel letto e si gusta un film in tv.

Tutti i giorni riceve chiamate o videochiamate dagli operatori di Cooperativa Paradigma. Si emoziona sempre, non vede l’ora di tornare al Centro. Oggi la sua preoccupazione più grande guarda all’estate, ai soggiorni con i suoi compagni. Ci saranno? Di sicuro ci saranno gli operatori, che ci seguono a distanza e ci fanno sentire meno soli. Come sempre si distinguono per loro capacità di esserci e operare in ogni difficoltà…”.

“Mamma, moglie, donna… e oggi anche maestra”.

Erika è la mamma di un ragazzo di 13 anni seguito dal Servizio di Educativa Territoriale Minori di Cooperativa Paradigma. Se ieri il Servizio trovava luogo negli ambienti della Fabbrica e nelle case delle famiglie seguite, oggi tutto si è spostato online…

Il virus ci ha semplicemente stravolto la vita. Come tante altre mamme sono dovuta diventare un po’ maestra, ma senza mai smettere di essere mamma, moglie, donna. Si è aggiunta la grande responsabilità di autare i nostri figli a studiare e a seguirli laddove, nella normalità, opera il sistema scolastico.

Ho due figli: uno frequenta la Terza elementare e l’altro la Seconda media. Seguono percorsi differenti e ugnuno affronta le proprie difficoltà con i propri ritmi: con il più piccolo stiamo inziando a scalare la montagna della grammatica italiana. Il fratello più grande è invece seguito diversamente: ha le insegnanti di sostegno e gli appuntamenti con gli operatori di Cooperativa Paradigma. L’intervento educativo di quest’ultimi è ovviamente cambiato, non solo perché non vengono più a casa e l’appuntamento è online, ma anche perché la stessa relazione con l’educatore ruota oggi molto attorno all’esigenza del supporto scolastico…

“Per andare avanti mi sono rivolto alla Rete”

Francesco è il papà di Mara, che frequenta il Centro diurno Raccordi Familiari, quello dentro La Fabbrica del Chinino! Ci racconta di quanto la tecnologia lo stia aiutando ad affrontare l’emergenza…

Sono un genitore unico, ho perso mia moglie 5 anni fa e mi occupo da solo di mia figlia. In questa fase il problema è stato trovare delle occupazioni adatte alle sue abilità: con la chiusura del Centro diurno, infatti, il tempo che passa a casa si è raddoppiato. Ho dovuto ingegnarmi e mi sono rivolto alla Rete per andare avanti: ho scoperto dei siti che regalano videogiochi, un po’ datati ma molto stimolanti. Cerco di proporne a Mara uno nuovo a settimana! Fra questi, “Il giro del mondo in 80 giorni”: la tiene impegnata e le permette di viaggiare col pensiero. Io l’aiuto, gioco con lei, e superata questa fase saremo forse dei provetti videogiocatori…

Oltre al computer in casa abbiamo una Nintendo Wii, una console che contiene molti giochi adatti a fare sport da casa. Mara ha poca mobilità, ma già solo poter giocare un po’ a tennis facendo piccoli movimenti può essere importante per lei. Quanto al resto, ci sono le telefonate degli operatori, ai quali è sempre felice di raccontare la sua giornata; c’è il lavoro con la redazione del giornalino del Centro diurno, che prosegue anche a distanza; ci sono i pensieri sull”estate, alla casa in Toscana dove speriamo di poter portare Mara anche quest’anno…

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