Convivere con l’emergenza – In comunità Climi Familari

La Fabbrica del Chinino è il cuore dei servizi per la disabilità di Cooperativa Paradigma. E’ animata quotidianamente dalle persone che frequentano due Centri diurni e una Comunità residenziale, che vi svolgono attività e laboratori. Ma questo prima dell’emergenza Coronavirus: fino a diverse disposizioni delle autorità competenti, la Fabbrica rimarrà chiusa, così come i Centri diurni Raccordi e Cure Familiari.

Rimane invece aperta e popolata la Comunità alloggio Climi Familiari di Via Paoli 66: ragazzi e operatori rimangono in quella che per loro è davvero una casa, pur facendo i conti con un significativo cambiamento di abitudini…


Una nuova normalità

Da un lato ci sono loro, i nostri ragazzi, che gradualmente e in modi diversi hanno capito che fuori, come dice Paola, “succedono cose brutte”, e si sono adattati allo stravolgimento della loro vita quotidiana.

È difficile spiegargli che non possono uscire per le loro attività settimanali, per andare al bar o a prendere il pane. Ancor più difficile è spiegare a chi di solito trascorre i weekend a casa che per un po’ di tempo dovrà metterli da parte.

Come dice Sandro, pian piano i ragazzi hanno capito che fuori ci sono “grossi problemi” e che “finchè non ce lo dice il Presidente della Repubblica, non possiamo uscire” . Coi giorni si sono adattati a nuove modalità di comunicazione con familiari, operatori dei centri diurni, baristi, consulenti delle attività e tante altre persone che negli anni sono diventate parte dei loro affetti. Non mancano però i momenti di nostalgia… Ogni giorno Yunbi prepara le valigie convinto che domani potrà andare a “caià” (casa), ma purtroppo non è così, e non è piacevole spiegargli che per un tempo indefinito dovrà accontentarsi delle videochiamate con i suoi familiari.


Altri ragazzi hanno invece la possibilità di esprimere le loro emozioni e i loro vissuti. Come Paola, che ci dice:

A me dispiace tanto perché mi mancano la mia casa, la mia badante, la mia famiglia, il mio fidanzato, il mio giornalaio e il mio barista.

E poi c’è Renato:

A me piace la comunità, ma sono annoiato perché stiamo sempre dentro a fare cose uguali, mi manca andare in giro, vorrei andare a mangiare fuori e vedere gli altri ballare. È tutto chiuso. Quando finisce tutto?


Il nostro saggio Sandro ha ben chiara tutta la situazione, la spiega ai suoi compagni ricordando loro le regole da seguire per prevenire il contagio, e cerca anche di rincuorarli:

In questo periodo non possiamo uscire, non possiamo andare da nessuna parte, neanche al cinema, lo so che siete stufi e che vi dispiace molto, ma dovete avere tanta pazienza e ascoltare quello che ci dice il Presidente della Repubblica!

Persino Enza ha cambiato il suo storico motto… Se prima ci ripeteva sempre “Amici tutti, tutti amici”, ora ci ripete “A casa tutti, tutti a casa!”.

Cosa facciamo con e per loro

Dall’altra parte ci siamo noi operatori che arrivando a lavoro proviamo a lasciare fuori tutti i pensieri negativi, così che i ragazzi percepiscano solo tranquillità. Non è semplice indossare la mascherina per tante ore e spiegarli a che cosa serve, ma è l’unica protezione che abbiamo (il contatto con i ragazzi è inevitabile nei momenti in cui ci prendiamo cura di loro). Non è semplice tenere a bada la paura di trasformarci un pericolo per loro e per chi ci aspetta a casa. Come sempre l’unione fa la forza: per superare questo difficile momento al meglio è fondamentale percepire collaborazione e unione tra noi colleghi. Fortunatamente, queste non mancano mai.

Come vincere la noia di queste lunghe giornate in comunità? La tecnologia ci dà un grande aiuto: con la trasmissione dei video di saluto dei compagni dei Centri diurni, con le gare di ballo e ginnastica aiutati da YouTube, con i video tutorial delle nostre volontarie del laboratorio di cucito creativo, dei nostri fisioterapisti e dei consulenti per le varie attività, tra cui shiatsu e ginnastica dolce. Infine, con la visione di film e cartoni animati: è come se andassimo ogni sera al cinema!

Ci sono ancor la lettura di fiabe, i laboratori di cucina (i ragazzi non vedono l’ora di preparare e soprattutto di assaggiare ciò che li aiutiamo a cucinare!) e tanti divertenti momenti di canto e chitarra! Attività nuove e attività storiche che abbiamo riadattato: il pomeriggio di canto e ballo nei locali della Fabbrica del Chinino si è trasformato nel “Karaoke” in comunità, e continuano i settimanali appuntamenti della redazione di “TuttoClimi”, il nostro giornale. Ovviamente non scendiamo in edicola a prendere i giornali, ma arrivano loro da noi, così da poterci dedicare a un’inedita rassegna stampa!

Insomma, in Comunità “Climi Familiari” si continua a creare, progettare e sorridere, nella convinzione che “Andrà tutto bene”, come i ragazzi hanno scritto nei tanti cartelloni realizzati. Uno di questi è appeso al balcone della camera di Enza e Paola che affaccia su Via Paoli: un piccolo, grande messaggio di speranza per tutti!

Sara, operatrice della Comunità Climi Familiari

 

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