Arte, cultura e bellezza: fra Fabbrica e museo

Se in Fabbrica produciamo legami, cultura, arte e bellezza, lo dobbiamo anche alle tante ispirazioni che ci arrivano dall’esterno. “Aperta ad ogni abilità” è lo slogan che restituisce il senso del nostro essere piazza e incrocio: al centro ci sono i servizi per la disabilità gestiti da Cooperativa Paradigma, di cui la Fabbrica è cuore e baricentro, che dentro e fuori i suoi spazi affiancano il proprio cammino a quello di tante realtà, associazioni e fondazioni del territorio.

Dal Centro diurno Raccordi Familiari ci raccontano oggi di come, quando e perché è nata la loro collaborazione con alcune delle più significative realtà culturali del torinese…


Sempre più connessi

Tutto è cominciato nel 2006, quando ancora la sede del Centro diurno “Raccordi Familiari” si trovava in Via Pio VII: l’idea di aprire i nostri “confini” al territorio ci spinse a cercare collaborazioni con altre associazioni e realtà cittadine.

A nostro favore giocava il fatto che nello stesso periodo diverse realtà culturali locali stavano muovendosi nella direzione di una maggiore apertura e di un più attivo coinvolgimento della cittadinanza a tutti i livelli. L’esigenza di “aprire le porte” alle scuole e ai servizi condusse all’introduzione della figura dell’animatore culturale nei musei, e qui ci inserimmo noi: divenne possibile al nostro servizio entrare in contatto con persone competenti e coinvolgenti, avviando collaborazioni che durano ormai da anni e si rinnovano grazie a progetti sempre diversi.

Pav Torino
Al PAV – Parco Arte Vivente

Per primi conoscemmo gli amici dell’Ecomuseo Urbano di Torino (www.comune.torino.it/ecomuseo), cui seguirono tutte le altre collaborazioni. Fra queste il PAV: il “Parco Arte Vivente” di Via Giordano Bruno 31 è un Centro sperimentale d’arte contemporanea, che comprende un sito espositivo all’aria aperta e un museo interattivo inteso quale luogo d’incontro e di esperienze laboratoriali rivolte al dialogo tra arte e natura, biotecnologie ed ecologia, tra pubblico e artisti (http://parcoartevivente.it).

Le attività fomative ed educative sono curate da Orietta Brombin, alla quale si affiancano tirocinanti e animatori culturali provenienti da tutta Italia. L’arte di cui si occupano trova espressione nelle tematiche della natura, della salvaguardia del territorio, del recupero e del riciclo. Temi a noi molto familiari, nei quali ci siamo ritrovati aderendo alle loro proposte di laboratori artistici legati alla natura, al nostro territorio e alla geografia del quartiere.


Christian
, che frequenta il Centro diurno di Via Taggia, la ricorda così:

Ho frequentato il PAV con il gruppo del nostro Laboratorio di restauro del legno. Abbiamo fatto tanti lavori, ma mi piaceva anche vedere le esposizioni. Pensa che nel loro giardino esterno hanno messo anche le casette delle api e io le ho viste mentre facevano il miele!

Gli fa eco Dario:

Uno dei primi lavori che abbiamo fatto al PAV è stato un film in giro per la città: abbiamo disegnato le forme sullo schermo e il film lo proiettavano dentro!

In GAM – Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea

È arrivata poi la GAM (la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di via Magenta 31 a Torino: www.gamtorino.it) con cui abbiamo avviato una significativa collaborazione aderendo a una loro iniziativa sperimentale. Giorgia, l’animatrice culturale cui ancora oggi facciamo riferimento, ci inserì nei primi laboratori sulla lettura delle opere d’arte legata a forme e colori: a una visita guidata della mostra seguiva uno spazio laboratoriale dove sperimentare idee e teorie apprese nel percorso guidato.

Un esempio è la mostra di De Chirico, di cui ci parla Marco.

Ci siamo seduti sulle forme strane e abbiamo fatto il laboratorio delle ombre!

L’incontro con la GAM ha successivamente aperto le porte a una più articolata collaborazione con la Fondazione Torino Musei che ne gestisce gli spazi, di cui è stato protagonista il Laboratorio di rastauro del legno del centro diurno Raccordi Familiari. Ve ne parlammo QUI.

Al Museo Ettore Fico

Discorso analogo per il Museo Ettore Fico (via Cigna 114, Torino: www.museofico.it). Anch’esso  propone particolari attività finalizzate al coinvolgimento attivo nelle fasi di lettura delle opere d’arte e la stimolazione del pensiero critico e creativo, cui segue l’opportunità di un laboratorio dove lasciar sedimentare le nuove conoscenze immergendosi nell’appassionante fase del fare per capire.


Il pensiero di Rosalba, educatrice di “Raccordi” e restauratrice professionista:

In uno dei laboratori proposti potevamo scegliere un’opera d’arte che ci aveva particolarmente colpito durante il percorso guidato e reinterpretarla a modo nostro, usando i colori per esprimere le emozioni che ci aveva trasmesso. Davvero molto interessante!

Una lunga storia quella delle nostre collaborazioni con il mondo della cultura torinese, di cui non mancheremo di raccontarvi tutti i prossimi capitoli!

Silvia e gli educatori del Centro diurno Raccordi Familiari

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