Giada: “Cure Familiari, da 19 anni una seconda casa”

Giada è un’educatrice di “Cure Familiari” di Via Paoli 15, il centro diurno gestito da Cooperativa Paradigma dove è più marcato l’approccio di cura verso le persone disabili che lo frequentano.

Per lei “Cure” è davvero una seconda casa: era presente all’inaugurazione e al taglio del nastro nel 2001. Un inizio, per il Centro e per lei: era la sua esperienza lavorativa. Oggi ne è la memoria storica: le abbiamo chiesto di condividere con noi i suoi ricordi, cui segue, nelle sue parole, il racconto della giornata tipo del Centro…

Settembre 2001: un nuovo inizio, una nuova casa

Ricordo perfettamente quel giorno, la gioia provata, l’emozione di far parte di un progetto importante appena iniziato. È stato bello conoscere e accogliere i ragazzi, le loro famiglie, che con me e il resto dell’équipe iniziavano questo percorso di vita. Ricordo la voglia di farmi conoscere, di lavorare con professionalità ma, soprattutto, d’imparare tante cose, dai ragazzi e dai loro genitori.

Essere presente fin dal primo giorno mi ha permesso di sentirmi parte integrante di questa grande famiglia. “Cure Familiari” rappresenta per me, appunto, una grande famiglia, dove più il tempo passa e più te ne senti parte! E dove anche i nuovi arrivati hanno la voglia e l’entusiasmo di farsi sentire come se ne facessero parte da sempre.


Fabio
, insieme a me da quel giorno

Con me dai giorni del taglio del nastro c’è Fabio. Fa parte del Centro come ne faccio parte io e si può dire che in questi 19 anni ci siamo visti quasi tutti i giorni. Insieme abbiamo vissuto momenti unici, divertenti, ludici, malinconici. Lui conosce me come io conosco lui, con la stessa intensità. Dopo tutto questo tempo capita spesso di comprendersi e comunicare con un solo sguardo. A volte basta una semplice canzone, cantata, ascoltata, ballata tanti anni fa a riportare entrambi indietro nel tempo, nello stesso modo e con la stessa intensità.

La nostra giornata tipo

19 anni volati via d’un soffio, pensando ogni giorno che il prendersi cura di qualcosa o qualcuno restituisce sempre i suoi frutti. Vi racconto la nostra giornata tipo, fatta da allora di piccoli, grandi gesti di cura.

Centro diurno Cure Familiari
L’ingresso dei primi operatori, quelli che si occupano di accompagnare i ragazzi da casa al Centro, avviene alle 8.30. Io entro a quell’ora: preparo la colazione, il tè, i biscotti, qualcosa di goloso che da noi non manca mai. È il momento dell’accoglienza e delle chiacchiere: sulla serata trascorsa, su un film o un documentario visto, su un’uscita, su quel che faremo quel giorno. Con la colazione si fa anche l’appello, per capire se manchi qualcuno. Iniziano quindi le attività! Un piccolo gruppo esce per dedicarsi a quelle esterne, magari nel nostro orto, un altro sta al Centro per dedicarsi ai laboratori, e altri ancora vanno a fare qualche commissione. C’è sempre qualcosa di utile da fare in un centro come il nostro, che sia una piccola spesa nei negozi vicini o altro. Le giornate sono sempre attive e dinamiche!

Cura del corpo - Cure Familiari (4)
L’appuntamento per tutti fissato alle 12.00, quando il gruppo al completo rientra e prende posto in sala da pranzo. Alcuni colleghi apparecchiano, altri si recano nella vicina Via Taggia a ritirare il pranzo preparato per noi da Luca, il cuoco di Chinino Food. Dopo il pranzo, un altro momento di convivialità, con un po’ di musica, giusto per digerire! La vita del Centro può quindi riprendere: un gruppetto si riposa, un altro torna a lavorare in laboratorio, mentre alcuni si dedicano alle varie attività del Centro, ogni giorno diverse: attività fisiche, creative, ludiche, dedicate alla cura del corpo. Alle 15.30 di nuovo appuntamento in refettorio!

Il tempo di fare ancora due chiacchiere e bere qualcosa e ci si prepara già per il rientro a casa: arrivano gli autisti, i pulmini sono pronti per ripartire… appuntamento al giorno dopo! Verso altri 19 anni insieme.

Giada, educatrice del Centro diurno “Cure Familiari”

 

 

 

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail