Chi lavora in Fabbrica | Silvia, educatrice del Centro diurno

La Fabbrica del Chinino è un luogo dove s’incrociano le abilità, le storie, i percorsi di vita e professionali di tante persone. Col tempo, vogliamo raccontarveli, dando sempre più parola a chi la Fabbrica la vive e la anima ogni giorno. Incominciamo da Silvia, educatrice del Centro diurno “Raccordi Familiari”, quello che incontrate entrando in Via Taggia 25/A. Ci racconta una quotidianità fatta di piccoli gesti di cura, resi possibili da applicazione, metodo, passione per il proprio lavoro e da una grande squadra di colleghi: “un dono prezioso!”.

“Apri!”

Citofono della Fabbrica – “Apri!”. Incomincia così la giornata dell’educatore: se non siamo sui trasporti del mattino, aspettiamo i ragazzi che in autonomia arrivano al Centro diurno “Raccordi Familiari” per la loro mattinata di attività. Buongiorno ragazzi, buongiorno colleghi, diamoci la carica con un caffè caldo o una tisana e poi si parte: l’appello, la suddivisione nei vari laboratori, ognuno con il suo grembiule e col materiale necessario per lavorare.


I laboratori sono attivissimi e tutti i partecipanti contribuiscono a produrre prodotti di qualità: siamo infatti sempre in preparazione di qualche evento, mercatino o esposizione speciale che ci permetta di farci conoscere fuori dalle mura della Fabbrica.
E allora non facciamoci distrarre dal telefono che squilla, dal citofono che ci ricorda che La Fabbrica (e così il nostro Centro diurno al suo interno) è aperta a tutti e frequentata da persone che fanno altre attività, dai fornitori di Chinino Food e da tanti altri; siamo uno spazio aperto, il viavai e l’incontro con le persone rientra nella nostra quotidianità!

Mettersi in gioco

Ogni tanto capita che qualche ragazzo faccia un po’ fatica a mettersi a lavorare: un po’ di stanchezza, qualche preoccupazione portata da fuori, un piccolo diverbio con un compagno o la voglia di dire “no” alle proposte degli operatori. Ci vuole un po’ di pazienza: può bastare un momento speciale ritagliato con un educatore per sentirsi coccolati, oppure una proposta di attività alternativa! Altrimenti… beh, vorrà dire che per una volta si rimarrà seduti a chiacchierare in attesa che il malumore passi e torni la voglia di mettersi in gioco.

Ora del break! Dopo tanto lavoro arriva il momento del meritato spuntino: dopo aver risistemato tutto, via ai giochi di società e alle chiacchiere in attesa di riportare tutti a casa per il pranzo.

Anche per noi educatori arriva infine la pausa pranzo, che da quando è aperto Chinino Food è diventata tutta un’altra cosa! Ci vuole proprio una mezz’oretta così, da trascorrere insieme ai colleghi scambiando due parole in tranquillità prima che arrivi l’ora dei trasporti pomeridiani e si ritorni operativi.

Due ingredienti: progettazione e organizzazione

Sembra un mondo caotico quello del Centro, ma in realtà dietro c’è un gran lavoro di progettazione e organizzazione. Ogni educatore ha il compito di redigere un progetto educativo per le persone di cui è referente e di condividerlo con le famiglie, in modo che ognuno di loro possa esprimere e sviluppare le proprie abilità in contesti ritagliati su misura. L’organizzazione precisa dei laboratori, dei trasporti, delle attività esterne serve a tutti per muoversi con tranquillità, sapendo sempre cosa fare e dove andare, chi è l’educatore a cui fare riferimento nel tal contesto e quale prassi seguire in caso di situazioni impreviste.

equipe

Ci sono poi situazioni che vanno al di fuori della quotidianità del Centro, come le feste e gli eventi che coinvolgono le famiglie: momenti importanti, perché noi educatori lavoriamo molto con le famiglie e abbiamo bisogno della loro collaborazione per prenderci cura dei ragazzi. E cosa dire dei soggiorni al mare? Al di là della fatica (sono le vacanze dei ragazzi, bisogna fare in modo che tutto vado per il meglio) è sempre bello ri-scoprirli al di fuori del solito contesto del Centro. In vacanza, come tutti noi, sono persone nuove e diverse, e il lavoro di educatore, se possibile, va ancora più in profondità.

soggiorno

L’équipe, un dono prezioso

Al Centro o in soggiorno estivo, alla base di tutto c’è un buon lavoro di équipe: sapere di poter sempre contare sui propri colleghi, di essere di supporto e di riceverlo in presenza di situazioni particolari, di potersi confrontare per aprire i propri orizzonti quando s’incontra un problema all’apparenza “insormontabile” è, come professionista e come persona, un dono preziosissimo. In équipe, davvero, #incrociAMOleabilità!

Silvia
Educatrice del Centro diurno “Raccordi Familiari”

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