L’attività nella vasca a farfalla 

La vasca a farfalla è uno dei piccoli, grandi orgogli del Centro diurno “Cure Familiari”, situato in via Paoli 15 a poche centinaia di metri dalla Fabbrica del Chinino, dove ha sede l’altro centro diurno gestito dai Sevizi per la disabilità di Cooperativa Paradigma, “Raccordi Familiari”. Dal 2001 è protagonista di molti dei nostri gesti di cura… guardiamola allora un po’ più da vicino!

Con noi dal 2001

Il Centro diurno Cure Familiari propone attività di carattere sociale, assistenziale e sanitario a persone disabili con più di 16 anni. Per necessità dei suoi frequentanti, è il centro di Cooperativa Paradigma in cui è più spiccato il concetto di cura, declinato anche in attività centrate sulla cura del corpo, dove molto spazio è concesso al benessere e alla riabilitazione delle funzioni psicomotorie.


La vasca a farfalla è uno degli elementi più peculiari del Centro fin dalla sua apertura.

Trattasi di una grande vasca da bagno, quasi una piscinetta, dotata di un impianto di ricircolo che tiene l’acqua in movimento, la filtra e ci permette di mantenere la temperatura stabile a circa 34 gradi. Il controllo della temperatura è essenziale perché pone gli utilizzatori, persone con limitate possibilità di movimento, al riparo da eventuali shock termici: non hanno bisogno di muoversi per scaldare il proprio corpo perché ci pensa la vasca per loro.


In questo periodo è utilizzata da tre ragazzi, di cui due in carrozzina.
Per questi l’attività in vasca acquisisce una doppia valenza: rilassante e fisioterapica, laddove l’acqua permette loro di accentuare un po’ quei movimenti limitati quando seduti sulla carrozzina.

Gianni è l’operatore del Centro che dal 2001 si occupa maggiormente di seguire la attività nella vasca a farfalla. Ci racconta che la particolare forma, sopraelevata e caratterizzata da 2 incavi, consente agli operatori di interagire facilmente con chi si trova all’interno.


Il suo utilizzo richiede grande attenzione e particolari procedure, in primis il cambio quotidiano dell’acqua, onde evitare contaminazioni ed accumulo di carica batterica. Motivo per il quale sono poche, ad oggi, le realtà sul nostro territorio in grado di integrarla fra le settimanali attività della propria utenza. “In questi anni altre realtà del territorio, centri diurni o comunità, ci hanno chiesto di poterla usare e di portare qui i loro utenti. È davvero il nostro fiore all’occhiello.

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