“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”

La Fabbrica del Chinino è uno spazio aperto a ogni abilità. È un luogo in cui differenti esperienze e materie si intrecciano, donandosi reciprocamente una nuova vita per poi aprirsi insieme alla collettività; qualcosa che l’avvicina un po’ a una galleria d’arte o a un museo… e a chi da sempre tutela e gestisce una parte importantissima del patrimonio storico-artistico del nostro territorio.

L’incontro fra Cooperativa Paradigma e la Fondazione Torino Musei ci è sembrato naturale anche per questo, così come il progetto di recupero di materiali per il quale è stata di recente siglata una convenzione di durata annuale.

Come sapete, l’inclusione sociale con il mondo della disabilità è uno degli obiettivi fondanti di Cooperativa Paradigma e della Fabbrica del Chinino, dove da tempo si attua anche attraverso laboratori artigianali e artistici, aperti proprio a tutti, grazie alle crescenti sinergie con associazioni e realtà del territorio.

Il Laboratorio di Restauro che si svolge ogni mattina è il fiore all’occhiello del Centro diurno Raccordi Familiari ospitato all’interno della Fabbrica. Nasce con – e per – il Centro diurno, ma si è via via sviluppato nel tempo fino a diventare una delle attività simbolo dell’intero progetto della Fabbrica del Chinino. Lo spazio ad esso dedicato è un’ampia area attrezzata, dove gli antichi saperi dell’arte manuale del restauro incontrano la creatività e l’estro dei singoli, per trasformare e dare nuova vita a materiali altrimenti inutilizzati o dimenticati.

Grazie ad esso, le persone disabili ospitate nel Centro diurno hanno una duplice possibilità: da un lato quella di continuare a camminare lungo il sentiero che conduce al superamento dei propri limiti relazionali e nella direzione dell’autodeterminazione di sé; dall’altro possono rendersi protagoniste attive di un piccolo processo produttivo, il cui prodotto finale non è solo bello ma anche giusto e denso di memoria, la loro e quella dell’oggetto cui hanno restituito una seconda possibilità, una nuova abilità.

”Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Ed è così che da quello che fu un telo pubblicitario di una mostra d’arte organizzata alla GAM o a Palazzo Madama rinascono dei complementi d’arredo che porteranno arte nelle case delle persone, per esempio fodere per sedie e divani. Quell’investimento materiale pubblico ritorna così al pubblico, alla città, attraverso il contributo diretto e indiretto a iniziative di utilità sociale: l’intero ricavato dalla vendita di quegli oggetti, che saranno presto disponibili in Fabbrica del Chinino e nei bookshop dei due musei, andrà a sostenere le attività della Fabbrica e di Cooperativa Paradigma.

La Fabbrica del Chinino è quindi ancora oggi davvero una fabbrica, dove si produce l’intangibile e il concreto, inclusione e l’artefatto artigianale.
Se l’arte contemporanea ci ha insegnato che da tanti materiali considerati frettolosamente di scarto possono nascere delle opere d’arte che gli assegnino un significato nuovo, che supera la loro funzionalità, esaurita o forse dimenticata, l’incontro tra la Fabbrica del Chinino e la Fondazione Torino Musei conduce quindi a obiettivi comuni: rivalorizzare abilità e materia; costruire un senso nuovo per le cose che passi anche attraverso il valore che il lavoro su di esse genera nelle persone; produrre benessere e rimetterlo in circolo, restituendo così qualcosa all’intera collettività.

Torneremo a parlarvene presto: è in programma una conferenza stampa congiunta fra Cooperativa Paradigma e Fondazione Musei per presentare ufficialmente il progetto.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail